ALLA SCOPERTA DELLA TRADIZIONE AGNONESE

p1Agnone, in provincia di Isernia, è sede della più antica fabbrica di campane del mondo.
Come tutti i borghi dell’Alto Molise, Agnone si trova a 840 metri d’altezza ed è immersa nel verde, circondata da boschi e torrenti. Da lontano, svettano i tanti campanili delle chiese: nel piccolo centro abitato infatti ce ne sono ben tredici. Tra queste, la Chiesa di Sant’Emidio (con l’attigua biblioteca Emidiana), quella di San Marco e la Chiesa di Sant’Antonio Abate. Da visitare anche la chiesa di San Francesco, monumento nazionale, e il suo chiostro: risale al XIV secolo e ha un portale gotico sormontato da un bellissimo rosone. Tra i punti più belli della cittadina c’è la Piazza Plebiscito, con la sua fontana risalente al 1880.

Il centro storico di Agnone è di impianto veneziano, come si può notare dalle tante statue di leoni, simbolo della Serenissima, sparse per il paese. Nel XII secolo, ad Agnone, giunsero degli artigiani veneti al seguito di Landolfo Borrello, nobile molisano che prestò servizio alla corte dei Dogi di Venezia e ricreò gli ambienti della città lagunare nel centro molisano. Da Venezia giunse in Molise anche l’antica arte della lavorazione del rame che, in epoca medioevale, nella valle del fiume Verrino, aveva favorito la creazione delle antiche fonderie del rame, a funzionamento idro-meccanico. Oggi, nel centro di Agnone, gli artigiani non hanno dimenticato le proprie origini. E se volete conoscere come operano i maestri ramai potete visitare l’antica bottega della famiglia D’Aloise, lungo il Corso Garibaldi, la via dello shopping.

agnone street view 550Percorrendo il Corso Garibaldi, incontrerete varie pasticcerie: dolcerie tradizionali i cui prodotti sono creati per lo più con ingredienti freschi e molisani, pur senza trascurare il meglio di altre regioni (come le mandorle siciliane di Avola). I dolci più noti di Agnone sono le ostie ‘prene’ (ripiene di un impasto a base di cacao, miele e frutta secca), ma non sono da sottovalutare la bontà di paste imperiali, mostaccioli, pasta reale e, ovviamente, il gusto dei confetti ricci. In questa antica ricetta, le mandorle vengono cosparse di gomma arabica e poi di zucchero sciroppato. L’uso delle bassine (contenitori rotanti) consentono allo zucchero di cristallizzare in maniera irregolare e ottenere la rugosità del confetto sulla superficie.

Un’esperienza davvero singolare ad Agnone è la visita alla Pontificia Fonderia Marinelli. Non capita tutti i giorni di vedere produrre delle campane e pensare che quegli oggetti risuonano da decenni in ogni angolo della terra, visto che si tratta della più antica fonderia italiana e di una delle aziende familiari più antiche del mondo, è gestita dalla stessa famiglia fin dall’anno Mille.
ndocciataSono firmate Marinelli le campane del santuario di Pompei, di Montecassino, della cattedrale di Buenos Aires, della chiesa della Collegiata di Guardiagrele, le campane dei vari Giubilei e quella dell’Expo di Milano del 2015. Durante la visita capirete perché costruire una campana richiede tempo e una precisa conoscenza delle leggi della fisica, della matematica e dell’armonia. Dietro un semplice suono, infatti, ci sono lunghi e complessi calcoli e variabili. Per consentire ai visitatori di entrare meglio in questo mondo la fonderia ha creato anche un museo, dove si possono vedere antiche collezioni di campane e dove si viene guidati nelle fasi di produzione di una campana, Oltre a essere un vero e proprio strumento musicale è anche un’opera d’arte, decorata da maestri nelle arti figurative. E la dimostrazione finisce con un bel concerto di campane suonato dal vivo.

A sinistra, particolare la rappresentazione della 'Ndocciata, evento tipico della tradizione agnonese, a cui si può assistere nelle giornate dell'8 e il 24 dicembre.