L'UVA E IL SUO DESTINO

 

 

home page

la cantina

l'uva e il suo destino

la cura del mosto

la torchiatura

i travasi

le annate

La prima fase della vinificazione è l'acquisto della materia prima: l'uva. Se non si possiedono conoscenze di spicco nelle terre dei grandi rossi toscani o piemontesi, conviene affidarsi agli operatori locali e recarsi di buon mattino presso il mercato della frutta, dove individui di vario genere commerciano in prodotti della terra.

Osservando i loro volti si può fare già una prima scelta, scartando senza indugio quelli con tatuaggi troppo vistosi o con atteggiamenti che lascino trapelare una consolidata esperienza nel malaffare ed evidenti trascorsi nelle patrie galere.

 

 

ammost2.jpg (24586 byte)

ammost3.jpg (18515 byte)

ammost1.jpg (17204 byte)

 

Comunque vada, fatta la scelta, non si potrà tornare indietro. Il fornitore, una volta d'accordo sulla quantità e sul prezzo (che inesorabilmente vedrete aumentare di anno in anno, in ragione di elaborate e non meglio specificate teorie economico-climatiche) fisserà un appuntamento da brividi. Si presenterà infatti all'indirizzo da voi indicato molto prima del levarsi del sole; col favore delle tenebre infatti, egli potrà facilmente sfuggire ad ogni controllo e, di conseguenza ad ogni tipo di obbligo fiscale. Una volta proceduto allo scarico della tanto agognata merce, si procederà alla fase chiamata ammostamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questa fase l'uva viene immessa direttamente nei tini, facendola rapidamente passare nella macchina detta 'pigiadiraspatrice' che provvede a schiacciare delicatemente gli acini separandoli dai raspi. Questi ultimi vengono poi espulsi (quasi sempre) dalla macchina stessa. Vista l'ora ed il torpore evidente di tutti i partecipanti, è consigliabile la massima attenzione, per evitare terribili danni fisici agli arti superiori. Non sempre la macchina fa il suo dovere fino in fondo e in questi casi occorre intervenire manualmente per poter recuperare quei raspi che dovessero malauguratamente finire nei tini. Questi, se presenti in elevata quantità potrebbero trasmettere al futuro vino un eccessiva dose di tannino, alterandone il gusto. A questo punto l'uva può ormai definirsi mosto e di lì a poco comincerà a fermentare per la gioia dei presenti, che nel frattempo si staranno già impegnando in danze e canti propiziatori.
Gli stanchi operatori possono ora prepararsi ad affrontare quello che è il giusto premio per una tale levataccia: la colazione.

 

colaz1.jpg (21465 byte)

 

Adesso però occorre mettere da parte ogni passatempo  e rimboccarsi le maniche, perchè gli impegni che attendono i vinaioli saranno d'ora in poi quotidiani e inderogabili. Tali incombenze, alle quali non ci si può assolutamente sottrarre, saranno di vitale importanza e serviranno ad accudire il mosto affinchè giunga, sano e perfetto, al fatidico giorno della torchiatura.

 

 

ammost4.jpg (28504 byte)

 

Oltre alla presenza di dolci di vario tipo sempre apprezzatissimi, va rimarcata la tradizione che vede la padrona di casa, ogni anno, esibirsi nella realizzazione di entusiasmanti spadellate a base di uova e pancetta, che non di rado strappano sinceri  e commossi applausi. Altra consuetudine molto attesa è anche quella, a cui pochi si sottraggono, di servirsi un bel bicchiere di rosso della precedente produzione. Per tutti è un gesto di buon augurio per il vino che sta nascendo, per molti è una semplice scusa per proseguire meglio la giornata.

 

colaz2.jpg (18653 byte)