| home page
la cantina
l'uva e il suo destino
la
cura del mosto
la torchiatura
i travasi
le
annate |
Questa è la fase della vinificazione alla
quale ben pochi soci partecipano, possiamo anzi affermare con fermezza e senza tema di
smentite che la maggior parte di essi la ignorano o, pur conoscendola, fanno finta di
niente.
E' infatti compito solitamente affidato ai padroni di casa quello di provvedere al rito
quotidiano della follatura.
Tale pratica va effettuata due volte al dì ed è molto importante per la buona riuscita
del prodotto finale.

|
|

Durante la fermentazione, infatti, la parte solida del mosto, composta per
la gran parte dalle bucce degli acini, tende a salire, formando una specie di
"cappello".
Questo, a contatto con l'aria, potrebbe rapidamente inacidirsi.
E' dunque necessario, mediante il sapiente uso di un attrezzo denominato follatore
(mirabilmente realizzato dalla nota Falegnameria Lombardozzi di Roccacinquemiglia)
provvedere ogni dodici ore circa al mescolamento della parte solida con quella liquida. |
| 
IL FOLLATORE

|
Durante questo processo si può procedere con gioia ed entusiasmo alla
misurazione del grado zuccherino del mosto, per controllarne la fermentazione e decidere
il giorno della torchiatura.
E' consigliabile anche tentare qualche dolce assaggio, senza però eccedere,
visti gli effetti lassativi che, in questa fase, sono la caratteristica del mosto.
La fase della fermentazione dura normalmente una settimana, durante la quale gli zuccheri
presenti nell'uva si trasformano progressivamente in alcool. Al termine di questo periodo
si provvederà alla svinatura ed alla torchiatura delle vinacce. Procedimento più lungo
per il 'Riserva Speciale': esso subirà due settimane di fermentazione, che serviranno a
conferirgli un maggior corpo, una superiore "tannicità" e, di conseguenza, una
migliore attitudine all'invecchiamento. |
|


|