LA TORCHIATURA

 

 

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Eccoci dunque giunti al grande giorno. Il mosto va ormai terminando la fase della fermentazione cosiddetta "tumultuosa" ed è arrivato il momento di trasferirlo nelle botti che dovranno accudirlo.
E' una giornata di grande gioia, soprattutto perchè culminerà in un pranzo luculliano che farà svanire come d'incanto tutta la fatica.
Il mosto viene trasferito dai tini al torchio, da dove comincia a sgorgare il tanto agognato vino. 

Come si può facilmente notare dalle immagini non è che sia un lavoro particolarmente massacrante, tanto che i più si astengono dal partecipare e preferiscono fare conversazione o concedersi rapidi spuntini.

Il liquido che fuoriesce in modo naturale dal torchio, senza necessità di spremitura, è detto "vino fiore". E' la parte più nobile, e le cantine serie lo utilizzano per le produzioni più importanti; noi lo mischieremo invece al torchiato, perchè non è il caso di stare tanto a sottilizzare.

 

 

TORCHIO TRADIZIONALE

 

 

Una volta che il torchio è riempito quasi completamente, si arriva alla parte più faticosa del lavoro e si comincia a torchiare tutta la parte solida del mosto.
La funzione viene svolta rigorosamente a mano, senza l'ausilio di macchine idrauliche o elettriche che snaturerebbero l'aspetto folkloristico della vinificazione.
E' un impegno che ovviamente si fa via via più gravoso e per questo si tende a lasciarlo alle donne, mentre i maschietti si dileguano rapidamente, presi da chissà quali incombenze.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nei momenti in cui tale compito viene svolto dagli uomini, essi tendono ad eseguirlo in coppia, con un terzo partecipante che funge da coordinatore. In tal modo, credono di alleviare la fatica ma in realtà provocano solo ritardi all'andamento del lavoro.

Comunque sia, il prodotto della torchiatura, trasferito nelle botti, continua lievemente a bollire; è la fase della cosiddetta "fermentazione lenta", che proseguirà per un paio di settimane, accompagnando il vino verso il periodo del primo travaso,
da eseguirsi rigorosamente in fase di luna calante e approfittando di una giornata caratterizzata dall'alta pressione e soprattutto dalla mancanza di vento.